SALUTE ORALE E ALZHEIMER

Esiste un collegamento fra il non riuscire a mordere una mela e lo sviluppo di disturbi cognitivi come l’Alzheimer?
Alcuni ricercatori in Svezia hanno provato a scoprirlo e, dalle loro conclusioni, sembra che una buona capacità di masticazione sia associata ad un minore rischio di sviluppare demenza.

Quando le persone invecchiano, le loro funzioni cognitive come la memoria e la capacità di risolvere problemi peggiorano. Diversi studi mostrano vari fattori che spiegano questo deterioramento. Uno di questi fattori è la scarsità o l’assenza di denti che rende difficile la masticazione e riduce il flusso di sangue al cervello.

Col tempo, questo potrebbe aumentare il rischio di demenza.

Lo Studio.

Una nuova ricerca dal Karolinska Institutet, vicino Stoccolma, e dalla Karlstad University ha analizzato la questione nello specifico. Lo studio ha messo in correlazione la perdita di denti, la capacità di masticazione e le funzioni cognitive in oltre cinquecento anziani (77 anni o più) nel paese.

I soggetti che avevano difficoltà a masticare cibi duri, come le mele, sono stati collegati a un maggior rischio di sviluppare demenza.

I ricercatori hanno confermato i loro risultati a prescindere dalle variabili fra soggetti che influenzano la cognizione come il sesso e l’istruzione. Che si mastichi con denti naturali o con dentiere, hanno concluso, non è importante.

Altri studi hanno trovato anche una forte associazione fra perdita di denti prima dei 35 anni e Alzheimer. Uno studio durato sei anni ha rivelato che l’assenza di denti implica una maggiore probabilità di sviluppare disturbi cognitivi.

In altre parole, la perdita di denti potrebbe accelerare la neurodegenerazione.

Alcune teorie collegano anche la parodontite (un’infezione del tessuto di supporto dei denti, cioè osso e gengive) all’Alzheimer in quanto alcuni batteri orali e patogeni parodontali sarebbero in grado, entrando nel circolo ematico, di danneggiare il cervello.